MELUS KAYE – Non è Tempo di Arrenderci – La Musica è Cultura e Genio – Italian Artist

Melus Kaye è il nome d’arte di questo italianissimo multitalent. Seppur concentrato maggiormente nella sfera musicale, si diletta anche in altri molteplici interessi, quali la scrittura (testimonianza il suo libro pubblicato nel 2014 dal titolo IMPRIGIONATI), e la scena attoriale, che lo vede partecipe di numerosi progetti cinematografici, di cortometraggi e web serie, un amore che lo porta negli anni ad approfondire la conoscenza del mondo dietro la telecamera, dandogli la possibilità di svolgere il ruolo di direttore e montatore dei suoi stessi video, da molti anni.

La caratteristica che contrassegna Melus Kaye nel suo progetto da solista, è appunto di essere l’unico artefice delle sue opere musicali, Melus Kaye è l’unico componente: non esistono altri musicisti o collaboratori che lo aiutano e sostengono in questo percorso, un polistrumentista in grado di comporre e di mettere in pratica le sue idee completamente da solo. Una nota molto importante è il fatto di essere in grado di comporre le sue opere quando si trova in piena connessione con se stesso, avvolto in una sintonia che lo trasporta nel suo mondo ”diverso” e che lo porta a scrivere e produrre qualcosa che è assolutamente fuori dagli schemi banali e scontati della quotidianità. Melus Kaye non ha una propria definizione per la sua musica che, nonostante padroneggiata da una matrice rock, egli stesso definisce, allo stesso tempo, anche come unica, ballabile, per tutti.

Nel brano VERANO DURO, ad esempio, inedito uscito a luglio del 2019, si intravede una composizione che racchiude un’intera cultura musicale. Il brano si introduce con un classico Reggaeton, un modo intelligente per colpire subito gli ascoltatori, poi dopo pochi secondi, improvvisamente sono introdotte le sonorità tipiche del ”paso doble”, musica popolare spagnola che ci ricorda spesso le corride, caratterizzato però dalle chitarre ruggenti rock, continuando pur sempre sulla scia ballabile del Reggaeton.

A metà il brano acquista un po’ di sana cattiveria, proponendo uno special con un classico (nu metal) che sfocia in un flamenco! Qualcosa di straordinario, dove 5 generi sono fusi in un solo brano. Se questa non è cultura! Stessa cosa valida per ogni altro brano, che esplora diverse arie musicali che si incontrano per colpire più ”teste” insieme, piuttosto che un solo gruppo di ascoltatori. Questa è la tecnica di Melus.

Noi del Giornale Delle Belle Notizie, abbiamo chiesto a Melus Kaye se ha un messaggio da condividere con i nostri lettori, e ci lascia con questo pensiero: ”La problematica della pandemia ha purtroppo affaticato il mondo dell’arte e si fa letteralmente fatica a portare a termine qualsiasi cosa, anche il mio lavoro ne risente, e sono in costante ricerca della soluzione migliore affinché il mio operato sia il -meno invasivo possibile e sicuro-. Questo però non mi ha fermato perché, onestamente, ho vissuto di peggio e la voglia di salire in alto è troppa, per arrendermi proprio adesso. Dopo A Symphony From Heaven, inedito in cui ho lasciato un pezzo di cuore, è arrivato il tempo adesso di guardare il sole e farci muovere da qualcosa di caldo…”

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