FRANCIA – StartUp Propone Bioluminescenza Batterica Per L’Illuminazione Pubblica

Una startup di design francese sta cercando di re-immaginare l’illuminazione stradale, introducendo, proprio come in un racconto di fantascienza, la cosiddetta bioluminescenza batterica e fungina. Di cosa si tratta? Uno dei fenomeni più affascinanti in natura è il fatto che numerosi funghi e batteri contengono degli enzimi particolari che permettono loro di brillare nell’oscurità, illuminando anche l’ambiente circostante. Questo succede non solo nelle foreste, ma anche sul fondo del mare, e anche nel mare della città di Rambouillet, ad esempio, una cittadella localizzata a 55 chilometri da Parigi. Sandra Rey, fondatrice della startup francese Glowee, ha affermato a CNBC e BBC: “Il nostro obiettivo è cambiare il modo in cui le città usano la luce. Vogliamo creare un ambiente che rispetti meglio i cittadini, la natura e la biodiversità, e vogliamo suggerire di considerare questo tipo di luce come una vera e propria alternativa”. [Crediti Immagini: https://en.glowee.com/]

I critici affermano che la bioluminescenza batterica produce meno di un quarto della luce di una lampadina classica e che l’illuminazione pubblica dovrebbe funzionare con l’energia elettrica classica; ma la fondatrice della startup dice che non è assolutamente vero, e afferma che i funghi e i batteri possono essere utilizzati per le strutture pubbliche e offrirebbero la possibilità di re-immaginare l’illuminazione , rendendola non solo “naturalmente funzionale” ma anche piacevole nell’estetica. Il municipio di Rambouillet ha supportato l’iniziativa erogando una quota di 100.000 euro, per aiutare la startup a trasformare la loro città in un “esperimento di bioluminescenza su vasta scala”.
[Crediti Immagini: https://en.glowee.com/]

Glowee sta già lavorando per realizzare delle facciate prefabbricate che andrebbero a trasformare l’illuminazione di alcuni edifici, grazie all’utilizzo di miliardi di batteri marini speciali che, miscelati a dei nutrienti di base, vengono raccolti dentro dei tubi, illuminando i pezzi prefabbricati di blu. Inoltre, grazie ad un meccanismo tecnologico complesso, il processo di luciferasi si può controllare, dando la possibilità di accendere e spegnere queste luci naturali, come se fossero delle luci normali.

Glowee, ha già ricevuto 1,7 milioni di euro dall’Unione Europea per sviluppare questa tecnologia, poiché è a emissioni zero. Ma l’azienda ha ancora molta strada da fare. Un portavoce ha affermato che Glowee ha già 40 progetti di illuminazione delle città, progetti che coinvolgono paesi in tutta Europa. Altre aziende e scienziati stanno studiando ora anche funghi e piante luminescenti, considerando che contengono degli enzimi che sono molto più luminosi ed efficaci dei batteri.

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