RIPARTIRE DAI GIOVANI – 27 Microimprese Per Giovani, Donne e Migranti di Ritorno in Senegal

PROGETTO ACRA

Senegal, sviluppo e migrazione: donne e giovani 
promotori dello sviluppo locale e della migrazione consapevole

Testo a cura di Paola Piovesana dell’Ufficio stampa Mediamover

Si conclude a marzo con numeri importanti Il progetto “Ripartire dai giovani: pro-motori dello sviluppo locale e della migrazione consapevole”di ACRA co-finanziato dall’AICS, che ha avuto l’obiettivo di creare e migliorare le opportunità lavorative nei territori rurali della Casamance, sud del Senegal, con particolare attenzione all’occupazione giovanile e al reinserimento dei migranti di ritorno. Le attività hanno permesso di formare, informare e supportare giovani e donne per dare vita a professioni concrete in loco.

Milano 21 Marzo 2022 – 1700 percorsi formativi attuati per altrettanti giovani e donne tra competenze lavorative artigianali e tecnologiche, dall’agroalimentare all’elettrico, dall’informatica al web-journalism, e avvio di 27 microimprese per giovani, donne e migranti di ritorno, supportati anche attraverso formazione su business plan, educazione finanziaria, pratiche di coltivazione o di gestione di impresa. Sono solo alcuni dei risultati del progetto “Ripartire dai Giovani“, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e parte del Programma Migrazioni di ACRA Senegal-Italia attivo dal 2016.

Il progetto ha avuto l’obiettivo di creare e migliorare le opportunità formative e lavorative in un territorio transnazionale importante bacino di provenienza di flussi migratori: le regioni di Sédhiou e Kolda in Senegal, con implementazione delle attività da parte di ACRA, e di Gabu in Guinea Bissau, da Mani Tese; insieme a partner in loco ed in Italia, come: il Comune di Milano, l’Università di Milano-Bicocca, STMicroelectronics Foundation, l’Associazione Stretta di Mano e associazioni locali. In dettaglio, il progetto si è distinto in tre macro-aree puntando su attività di formazione, e sviluppo attività d’impresa, con particolare attenzione ai giovani (15-35 anni), alle donne e i migranti di ritorno, ma anche di intrattenimento, sensibilizzazione e costruzione di relazioni per informare sui rischi delle migrazioni irregolari.

La Formazione e rafforzamento delle competenze professionali dei giovani in diversi ambiti occupazionali in Senegal ha previsto la creazione di 2 hub informatici e ha coinvolto 250 persone formate in diversi settori produttivi (agroalimentare e settori complementari, agroecologia, gestione d’impresa, elettricista), 80 giovani formati per tecniche di web-journalism, 1200 in informatica di base e 200 in informatica avanzata. Sempre in Senegal, sono state accompagnate 27 imprese di giovani, donne e migranti di ritorno: 12 a Sedhiou, 15 a Kolda; poi 40 persone formate in educazione finanziaria, 30 in business plan, 21 donne in trasformazione di prodotti locali e gestione d’impresa, con 37 stage avviati. La sensibilizzazione ha dato vita a oltre 100 eventi tra tornei sportivi, spettacoli teatrali, murales, la proiezione in un Cine-festival con 20 testimonianze e attività di comunicazione radio, social e whatsapp che hanno raggiunto oltre 500mila senegalesi. Attività destinate a proseguire nel tempo.

Cissao Drame e Sekho Sakho sono migranti di ritorno, grazie alle loro attività di allevamento e agricoltura formano e offrono opportunità di crescita ai ragazzi del luogo. “Vedere i giovani migrare fa soffrire – dice Sakho nel video realizzato dall’associazione – e si può realizzare ciò che si fa in Italia anche qui in Africa”. Le informazioni e i messaggi del progetto sono stati raccolti in numerose video testimonianze dei partecipanti alle attività in Senegal e dei membri della diaspora in Italia. Queste testimonianze sono visibili sulle pagine Facebook del progetto e di ACRA, e in un video finale che raccoglie alcuni dei racconti e risultati del progetto.

Il lavoro di ACRA in Senegal, iniziato nel 1984, riguarda anche energie rinnovabili, educazione e, soprattutto, l’accesso all’acqua sicura. ACRA infatti, dal 2006 ha avviato il programma “Un tetto, un rubinetto” per portare acqua potabile e servizi igienici di base in ogni casa, scuola e famiglia nei villaggi più remoti della Casamance. In 15 anni di lavoro sono state realizzate 12 reti idriche per un totale di circa 400km e più di 4.500 allacciamenti famigliari; più di 51.000 persone hanno avuto accesso all’acqua potabile in 83 villaggi e circa 200.000 persone sono state raggiunte dalle campagne di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua. Il Programma di ACRA è stato selezionato al 9° Forum Mondiale dell’Acqua – Dakar 21-26 marzo 2022, tra le 126 iniziative più innovative al mondo e ad alto impatto nel settore WASH (Water, Sanitation and Hygiene).

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