BIODIVERSITÀ VITICOLA
Riscoprire e Valorizzare Antiche Varietà di Uve Rare Campane
Ci scrive Domenico Letizia, direttore di Direzione Impresa Magazine per comunicarci importanti novità in tema di valorizzazione e promozione dei prodotti vinicoli del territorio campano.

Il lavoro di riscoperta delle uve rare e del processo di spumantizzazione ha trovato un importante protagonista nell’azienda di Vincenzo Santagata, Primo Santagata di Alvignano, in collaborazione con l’agronomo Dott. Vincenzo Coppola. Questo progetto ambizioso ha portato all’iscrizione del vitigno “Ingannapastore” al Registro Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste www.politicheagricole.it, rappresentando un esempio significativo di come la valorizzazione delle varietà locali possa rinvigorire il patrimonio viticolo del territorio.

La decisione di ri-piantare fino a un ettaro di questo vitigno storico è stata una scommessa audace, che ha dato frutti grazie alla notevole acidità delle uve, perfette per la produzione di spumanti di qualità. Il nuovo volume del professore Stefano Del Lungo intitolato “Solopaca. Viticoltura di terroir e uve rare dal Taburno Camposauro alla costa tirrenica”, presentato il 4 luglio a Roma presso la Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, raccoglie e diffonde i risultati di indagini pluriennali condotte sulla biodiversità viticola campana a Solopaca (Taburno Camposauro), nella Penisola Sorrentina e nel Golfo di Policastro.

Questa ricerca è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il CNR www.cnr.it, il CREA VE (Viticoltura ed Enologia) www.crea.gov.it/web/viticoltura-e-enologia, la Regione Campania www.regione.campania.it e AIS Toscana – Delegazione di Grosseto www.aistoscana.it/delegazioni/grosseto, esperti campani e imprenditori del settore vinicolo, mirata a riscoprire e valorizzare le varietà antiche e perdute di uve rare della Campania. La pubblicazione di Stefano Del Lungo approfondisce il recupero di undici varietà di uva rare, tra cui l’Ingannapastore, e il riconoscimento della Vernaccia d’Arulo, con il Greco nero di Todi. Gli undici vitigni riscoperti includono Tennecchia nera, Tesola nera, Agostina bianca, Uva Urmo bianca, Cocozza bianca, Ingannapastore bianco, Castagnara nera, Suppezza nera, Sabato nero, Reginella nera e Racina piccola nera.

Questi sforzi dimostrano l’importanza di dedicare attenzione alle uve rare e alle antiche varietà che rischiavano l’estinzione, contribuendo a salvaguardare la biodiversità e creando nuove opportunità economiche nelle campagne locali.
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