“Mangiare Una Farfalla: Cinema e Poesia di Tonino Guerra”
Saggio di Anna Maria Geraci
Forse la maggior parte del pubblico italiano ricorda il nome di Tonino Guerra per un celebre spot dell’Unieuro dei primi Duemila, dove lui recitava l’arcinota frase, ormai vero e proprio mantra: «Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita!». Ma Tonino Guerra è molto più di questo…
Tonino Guerra:
«Vorrei tanto […] farmi ricordare non come qualcuno che ha fatto tanti film e ha scritto delle parole poetiche, ma come qualcuno che dice agli altri di avere coraggio. Vorrei dire agli altri che il rumore della pioggia è stupendo, e la caduta della neve che imbianca tutti i pensieri è meravigliosa».
Antonio (Tonino) Guerra (1920 – 2012 Santarcangelo di Romagna) è stato un poeta, sceneggiatore, artista e attivista romagnolo, fra i più importanti del secondo Novecento. Durante la Seconda Guerra mondiale venne internato al campo di concentramento di Troisdorf, in Germania. Qui scopre la sua vena poetica e, una volta tornato a casa, raccoglie i suoi componimenti ne “I Scarabócc”, 1946.
La farfalla
Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
La farfàla
Cuntént própri cuntént
a sò stè una masa ad vólti tla vóita
mó piò di tótt quant ch’i m’a liberè
in Germania
ch’a m sò mèss a guardè una farfàla
sénza la vòia ad magnèla.
In questo componimento si possono già notare due caratteristiche distintive della poetica di Guerra: l’utilizzo del dialetto e la presenza della farfalla, inteso come animale totem, protettore, un simbolo di bellezza e libertà, che accompagnerà il maestro non solo nei suoi scritti ma, anche e soprattutto, nei suoi disegni.
Dopo la carriera da insegnante, nel 1953, di trasferisce a Roma per tentare la fortuna come sceneggiatore. Collaborerà con Elio Petri, Giuseppe De Santis e Aglauco Casadio. Alla fine degli anni Cinquanta inizia la sua feconda collaborazione con Michelangelo Antonioni, con il quale collaborerà in praticamente tutti i suoi film a partire da “l’Avventura”, 1960, De Sica, i fratelli Taviani, Rosi, Fellini, Tarkovskij, Wenders e Angelopoulos. Accanto alla lunghissima carriera di sceneggiatore, per tutta la vita, affiancherà quella di scrittore e narratore, pubblicando, con le maggiori case editrici, una nutritissima serie di poemi, romanzi, raccolte e racconti, sia in dialetto che in italiano. Fra queste, possiamo citare: “Il Miele”, 1981, “L’Aquilone. Una Favola senza tempo”, 1982, con Antonioni e “I Bu”, 1972.
Guerra si dedica anche all’arte, alla pittura e alla scultura, ma anche alla progettazione di fontane, installazioni, allestimenti, mostre e parchi che trasmettono ai visitatori il suo ideale di amore per l’ambiente e le tradizioni contadine. Per questo, ha inventato luoghi a Pennabilli e in tutta la Valmarecchia, come il Santuario dei pensieri, il Giardino pietrificato e l’Orto dei frutti dimenticati.
<<Ecco con le mie opere vorrei suggerire un’innocenza. Anche un’innocenza modesta. Non ho voglia di spettacoli grandiosi, non ne ho voglia. E vorrei tanto che, se per caso, questi lavori dovessero capitare nelle case, non fossero molto più importanti dei muri che li accoglieranno […] Qui si tratta di piccoli suggerimenti. Potrebbero essere dei tentativi di una carezza.>>
La sua carriera, ricca di riconoscimenti, è coronato da: un Premio Oscar al miglior film straniero per Amarcord (1975), scritto insieme a Fellini; quattro David di Donatello, tre per la miglior sceneggiatura (1981: Tre fratelli di Francesco Rosi; 1984: E la nave va di Federico Fellini; 1985: Kaos dei fratelli Taviani) e uno, nel 2010, alla carriera; cinque Nastri d’Argento alla miglior sceneggiatura (1963: I giorni contati di Elio Petri, 1974: Amarcord di Fellini; 1983: La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani; 1985: Kaos dei fratelli Taviani; 1991: Il male oscuro di Monicelli), e da una moltitudini di altri premi da tutto il mondo, specialmente dalla Russia, sua patria del cuore e terra d’origine dell’amata moglie, traduttrice e musa Eleonora Kreindlina (conosciuta come Lora Guerra).
A Pennabilli, vicino Rimini, nella sua amata Casa dei Mandorli, il maestro trascorrerà l’ultimo trentennio della sua vita, a contatto con la natura e curando moltissime cause, come la salvaguardia del suo territorio, oltre che continuando a scrivere per il cinema e per il teatro. Morirà il 21 marzo 2012, giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco e primo giorno di primavera.
Tonino Guerra e sua moglie Lora – Foto Crediti: Vera Klokova
Attualmente, oltre all’Associazione Culturale Tonino Guerra, che promuove e gestisce numerose iniziative – come Le giornate di marzo per Tonino e la manifestazione Gli Antichi Frutti d’Italia s’incontrano a Pennabilli – anche il gruppo Facebook Tonino Guerra Per Sempre, curato oltre che da Mario Rossi, da Mauro Burani e Anna Maria Geraci, è ormai un importante punto di riferimento per tutti gli appassionati del maestro. Recentemente, il gruppo si è interessato nel promuovere l’appello “Una poltrona per Tonino” per dedicare, al Cinema Modernissimo di Bologna, una poltrona in onore di Tonino Guerra.
Buon profeta, scriveva di sé: «Io sarò utile dopo. Sarò utile poi. Quando all’umanità serviranno le favole e quando l’infanzia conquisterà di nuovo la fantasia che le è stata sottratta dalla modernità». [AA. VV., Ass. Pro Loco Pennabilli (a cura di), Pennabilli. Storia, territorio, musei, Pennabilli (RN), 2019, p. 56].
Ecco una serie di suoi pensieri poetici:
«Ti dico una cosa importante: se tu trabocchi di fiori, di pensieri, di messaggi, allora puoi darli agli altri». [Leone M., E adesso ti regalo una storia. Conversazioni quasi sempre telefoniche con Tonino Guerra, Neos Edizioni, Rivoli (TO), 2016]
«Ma è con il cuore che voglio dire a tutti una cosa: la vita è meravigliosa. E gli incidenti di percorso sono come la neve, arriva, copre tutto, ma poi basta un raggio di sole o un po’ di pioggia per ripulire la terra e si può tornare a camminare felici». [Tonino Guerra, Dall’intervista di Massimiliano Castellani, Tonino Guerra: «Io innamorato di san Francesco», Avvenire.it, 12 marzo 2010]
«Dobbiamo avere rispetto per la piccola luce: è già una cosa. Non guardiamo soltanto il sole, ma anche la lucciola, la candela, la luce negli occhi di una donna» – Tonino Guerra
Tonino Guerra – Crediti Immagine: www2.bfi.org.uk
L’ottimismo tiene compagnia
(come avere il fuoco a Natale)
non nevica nell’ottimismo
L’ottimismo è un regalo
che ti fai.
L’ottimismo spaventa le
malattie.
L’ottimismo è il volo
delle speranze.
L’ottimismo è il
coraggio dei desideri.
L’ottimismo non è
infallibile… anche il
sole tramonta ma poi
risorge.
L’ottimismo è un
frutto dell’immaginazione.
– Tonino Guerra
Il mondo è bello
non bisogna
avvilirsi mai
basta un fiammifero
per accendere il fuoco.
– Tonino Guerra
«Le farfalle non sono soltanto quegli insetti che volano
davanti ai nostri occhi. Nascono da noi le farfalle.
Siamo noi che creiamo le farfalle.
In fondo la poesia è un tentativo di essere farfalla…».
– Tonino Guerra, Viaggio luminoso di una vita di Adrio Testaguzza, ATES Video Production, 2012
Un grido al mondo
La nostra preoccupazione per gli altri
ha finestre medioevali, così dalle nostre bocche
escono soltanto piccole parole che cadono
sui piedi come chiodi arrugginiti.
Dobbiamo gridare parole grandi
che valgano per tutti e siano piene d’acqua buona
per le popolazioni, gli animali e le piante
assetate, che diano movimento alle braccia ferme
e senza gesti di mestieri, che siano cariche
di attenzione per l’infanzia disperata:
INSOMMA che non siano parole per questo uomo
o per l’altro, né per questa pelle o l’altra,
siano per l’umanità così da creare un grande
SOGNO COLLETTIVO
[Pennabilli, 1° maggio 2000, Tonino Guerra]

ANNA MARIA GERACI, nata nel 1999, è laureata in Letteratura, Lingua e Cultura Italiana, curr. Filologico, e vive a Milazzo (ME). È un’appassionata di lettura, teatro e giornalismo. Amante della natura e del trekking, ha prestato servizio come capo scout nella sua città. Da alcuni anni si dedica allo studio e alla ricerca di uno dei suoi poeti preferiti, il poliedrico Tonino Guerra. A lui ha dedicato il suo saggio “Mangiare una farfalla: cinema e poesia di Tonino Guerra” https://www.ilpontevecchio.com/home/342-mangiare-una-farfalla-cinema-e-poesia-di-tonino-guerra-9791259783158.html (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2024). Oggi cura, come amministratrice, il gruppo Facebook “Tonino Guerra Per Sempre”
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