Come tanti paesi nel mondo, anche la Corea del Sud genera un’infinità di scarti alimentari ma, ogni anno, in questo paese, una minima quantità degli stessi finisce solitamente in discarica. Ciò è dovuto a due motivi: il primo è che dal 2005 è diventato illegale buttare i resti del cibo, e il secondo è perché i loro sistemi di smaltimento dei rifiuti alimentari sono tra i più sofisticati al mondo. Nonostante rappresenti ancora un costo significativo per l’economia sudcoreana, lo smaltimento dei rifiuti alimentari produce allo stesso tempo ampie scorte di mangimi per animali, fertilizzanti e biogas, quest’ultimo in grado di fornire riscaldamento a migliaia di case.

Le tradizioni culinarie sudcoreane tendono alla creazione di piatti e contorni che generano numerosi avanzi di cibo, e molti di questi verrebbero gettati nella discarica, se non fosse illegale farlo. Il governo ha infatti messo alcuni divieti sui rifiuti alimentari, per evitare la costruzione di discariche, che risulterebbero difficili da edificare sul terreno locale. Nelle aree residenziali, ci sono delle apposite macchine hi-tech operabili tramite una chiave magnetica di proprietà dei residenti e controllata dalle società di smaltimento. Ristoratori e venditori ambulanti di cibo, invece, possono pagare una piccola somma ai loro comuni per acquistare un adesivo da apporre sugli appositi cassonetti forniti, che una volta riempiti di avanzi di cibo, saranno raccolti e portati negli appositi centri di di raccolta specializzati del paese.
I metodi locali di riciclaggio dei rifiuti alimentari sono diversi. Uno di questi permette di separare il cibo da qualsiasi rifiuto non-alimentare, che verrà poi drenato della sua umidità, essiccato, mescolato e cotto con una speciale poltiglia nera che genererà un mangime ricco di proteine e fibre per gli animali delle fattorie. Un altro metodo, invece, utilizza dei giganteschi container anaerobici, dove il cibo raccolto viene mescolato con dei batteri speciali che lo distruggeranno producendo una miscela di CO2 e metano che verrà utilizzata per riscaldare le case. Un sobborgo di Seoul chiamato Goyang, ad esempio, è costituito da 3000 abitazioni che vengono tutte alimentate energeticamente grazie a questo sistema. Da specificare che tutta l’acqua necessaria per questo processo chimico proviene dalla stessa umidità rilasciata dal cibo, nella prima fase.

Crediti Immagine: http://www.sciencedirect.com
Questi processi di smaltimento sono ancora costosissimi ma generano dei risultati che aiutano a risparmiare spese in altri settori, per questo motivo molti altri paesi stanno osservando il sistema di riciclaggio del cibo della Corea del Sud, sperando di implementare infrastrutture simili nei prossimi anni.
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