CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA IN QATAR – “Il Qatar Costruisce il Futuro Insieme Alle Donne”

Il Qatar Costruisce il Futuro Insieme Alle Donne
di Andreea Stroe

”Il Qatar sta compiendo grandi progressi per promuovere le figure femminile, con l’obiettivo di istruire una società avanzata ed una crescita sempre più sostenibile. Il Qatar vuole costruire il futuro insieme alle donne, dando loro ampio accesso ad incarichi e ruoli importanti nella finanza, nella salute, e nell’ambito imprenditoriale”

Andreea Stroe, Project Manager alla Camera di Commercio Italiana in Qatar, si è laureata e specializzata nell’Economia del Medio Oriente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia ed ha approfondito i suoi studi sia nella lingua che nell’Economia dei Paesi Arabi, frequentando numerosi corsi universitari sia in Italia che in Oman. E, con grande emozione, ha deciso di condividere con noi un suo articolo che tratta in profondità della condizione delle donne in Qatar, con lo scopo di evidenziare l’avanzato livello di emancipazione femminile del territorio. Ultimamente si è scritto molto in merito e Andreea afferma che non tutte le descrizioni sono corrette, e questo l’ha spinta ad occuparsi dell’argomento direttamente, con la partecipazione di Palma Libotte, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Qatar.

Foto 1 – Andreea Stroe: Project Manager alla Camera di Commercio Italiana in Qatar
Foto 2 – Palma Libotte: Presidente della Camera di Commercio Italiana in Qatar

In Qatar la forza sta nell’Istruzione, infatti il numero delle donne laureate sta crescendo ogni anno. Già nel 2012 si registrava il doppio delle studentesse iscritte all’Università rispetto ai maschi, mentre oggi quasi il 75% degli iscritti alle università locali sono donne. Alla Carnegie Mellon University il 57% degli studenti sono donne. Professioni come ingegneria e tecnologia, che in passato erano carriere preferite dagli uomini, oggi attirano sempre più donne. Infatti, alla Texas A&M University of Qatar (università orientata all’ingegneria) circa il 40% degli studenti sono donne. Mentre il numero delle donne che lavorano in Qatar è in continuo aumento, con una percentuale che supera il 51%, tasso non solo superiore alla media mondiale ma il più alto nel mondo arabo.

Interessante notare che, ad ispirare le donne locali, vi sia la figura di Mozah Bint Nasser, moglie dell’ex emiro laureata presso l’Università del Qatar, una donna che ricopre diverse cariche importanti nel suo paese ed anche molto attiva all’estero, tanto che Forbes la classifica la 79°esima su 100° tra le donne più potenti. Mozah è diventata ispiratrice di questi cambiamenti sociali e culturali già dal 1995. Con il suo viso stupendo e il suo portamento statuario, lo stilista Julien MacDonald la definisce come ”la First Lady più elegante dai tempi di Jackie Kennedy”. In effetti, possiamo descrivere il Qatar come un “laboratorio” senza confronti, in cui le donne ricoprono ruoli sempre più importanti, lontani sia dall’antica esperienza “conservatrice” che caratterizza l’Arabia Saudita sia dalle tentazioni “occidentaliste” di altri stati del continente. Il Qatar cerca semplicemente di mantenere un equilibrio perfetto, unendo quello che è la tradizione araba e le radici del suo passato, con la modernità e l’avanguardia dei tanti settori culturali ed economici attuali.

Queste parole vengono confermate anche da Palma Libotte, presidente della Camera di Commercio Italiana in Qatar, che afferma – “ho letto con grande sgomento e stupore ciò che la stampa ha raccontato sulla condizione delle donne in Qatar”. Ed è proprio con l’intenzione di smentire ciò che viene riportato sulle condizioni delle donne nel piccolo emiratino, da diversi media, che Palma Libotte desidera fortemente condividere la propria esperienza personale e professionale, con l’auspicio di contribuire ad una visione più completa e consapevole sulla realtà dei fatti.

<<Tutti i giorni vedo donne che guidano suv, che viaggiano per lavoro, donne che ricoprono cariche onorevoli, che aprono e gestiscono le proprie società̀, che chiedono il divorzio. Sì, perché̀ il divorzio è riconosciuto alle donne in Qatar da centinaia di anni, non solo dagli anni ‘70 come in Italia dove il delitto d’onore è parte della memoria collettiva.>>

<<Inoltre, il Qatar è stato riconosciuto come uno dei Paesi più sicuri del mondo, con un tasso di criminalità̀ quasi inesistente, dove le autorità̀ competenti intervengono tempestivamente e in maniera efficace circa le molestie denunciate dalle donne senza aspettare che diventino femminicidi come spesso tristemente accade in Italia e in altri paesi.>>

Inoltre, la presidente racconta anche dell’ultimo progetto sostenuto dalla Camera. Quest’anno Aimee Jade Monti, insieme ad una diciottenne qatarina, sostenute entrambe dalla Camera di Commercio Italiana in Qatar, hanno lanciato insieme una collezione di abaya colorate per adolescenti. Il progetto è stato realizzato in maniera indipendente e senza “dover ottenere il permesso di nessuna figura maschile”. [Articolo a questo link –>clicca qui]

Partendo da queste dimostrazioni, si capisce che la libertà di cui godono le donne in Qatar è maggiore rispetto ad altri paesi, sia all’interno del Golfo che fuori, i quali a volte compiono passi molto lenti verso l’emancipazione femminile. Ma in fondo, in tutti i paesi nel mondo, ci sono ancora molti passi da fare verso la piena esclusione di ogni forma di discriminazione verso le donne e l’ottenimento di una completa parità di genere. Dunque è corretto e coerente prendere in considerazione i progressi che vengono compiuti in ogni momento, in ogni paese, grande o piccolo che sia, soprattutto quando attraverso di essi si incoraggia fortemente l’emancipazione femminile.

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